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Prevenzione

La prevenzione è un altro aspetto fondamentale per chi pratica sport. In Italia circa 300.000 atleti ogni anno sono costretti a rivolgersi ai reparti di Pronto Soccorso a causa di infortuni riportati durante la pratica di attività sportiva.

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La scienza
dello sport

Domande frequenti

Si precisa che il presente servizio non intende in alcun modo sostituire il rapporto diretto con il medico.

Visita d’idoneità sportiva

La visita medico sportiva, accanto al rilascio dell’idoneità ha come obiettivo, ancora più importante, di individuare attraverso l’anamnesi, l’esame clinico e l’esecuzione dell’elettrocardiogramma, eventuali alterazioni che possano far sospettare patologie cardiache.
In tal senso lo Specialista medico dello Sport, in caso di alterazioni clinico-strumentali, ha il compito di porre indicazione ad ulteriori accertamenti.
Spesso le alterazioni cardiache richiedono esami strumentali (ecografia, test massimale, esame Holter, risonanza cardiaca) ed eventualmente visita dallo specialista Cardiologo.
Solo alla fine di tale percorso il paziente potrà essere ritenuto idoneo o in caso contrario indirizzato al percorso cardiologico più consono.
Non dimentichiamo che durante la visita possono essere posti sospetti di tante altre patologie (polmonari, ortopediche, dermatologiche, ecc.) che non controindicano l’attività, ma possono essere comunque meritevoli di accertamenti specialistici in altro ambito.

Fisioterapia

Le onde d’urto sono onde acustiche (o sonore) ad alta frequenza e pressione e si distinguono in radiali o focali, a seconda del loro utilizzo per le diverse patologie.
Le radiali hanno un’applicabilità per superfici estese e le focali, invece, per zone più delimitate.
Dal punto di vista esecutivo, il manipolo, posto sulla parte interessata, invia le onde sonore nell’ordine di migliaia di volte per seduta. Il trattamento può essere fastidioso in alcune parti del corpo, ma i risultati sono buoni.
Le principali patologie trattate riguardano le calcificazioni osteoarticolari o intramuscolari, le tendinopatie, come ad esempio la epicondilite (o gomito del tennista), e con una certa cautela le pubalgie.
Le sedute solitamente sono tre, a distanza di circa dieci giorni una dall’altra. I risultati si possono osservare anche dopo un mese dai trattamenti.

Presumo che la necessità di un intervento chirurgico fosse inderogabile, a causa di una lesione completa del tendine del sovraspinato (magari con altre lesioni associate). Dopo l’intervento, appena si ha il via libera del chirurgo, è fondamentale sottoporsi ad un trattamento fisioterapico.
Tale percorso deve essere prescritto dallo specialista in Fisiatria o in Medicina dello Sport.
Nelle prime fasi l’uso dell’idrokinesiterapia è spesso la terapia scelta, in associazione al lavoro manuale e assistito con il fisioterapista.
Successivamente il lavoro sarà sempre più attivo e gli esercizi guidati in palestra saranno la soluzione del suo problema.

Traumatologia dello sport

E’ l’eterno dubbio che hanno tutti i pazienti specialmente se sportivi.
Il primo punto da considerare è se la lesione è completa o riguarda una piccola parte del legamento crociato anteriore. Il secondo, fondamentale, è sapere con l’esame clinico la tenuta del ginocchio alle manovre di stress cui il ginocchio viene sottoposto, anche con apposite apparecchiature (genurobe test).
Ciò premesso l’ortopedico potrà consigliare la strada della riabilitazione senza intervento, se il ginocchio offre garanzie di tenuta in rapporto allo sport specifico svolto dal paziente, magari con l’uso di un tutore durante l’attività. Oppure, in caso contrario, consiglierà l’intervento chirurgico in artroscopia, proponendo la tecnica più idonea (l’uso di parte del tendine rotuleo come neo legamento oppure di parte dei tendini dei flessori del ginocchio).
Dopo bisogna effettuare attenta fisioterapia con una ripresa agonistica intorno ai 6/8 mesi.

Certamente il quadro da lei descritto è di rilievo dal punto di vista chirurgico. Molto dipende da quanto tempo è datato l’incidente e se già ha percorso i primi approcci terapeutici.
Tutto ciò premesso le posso dire che generalmente il legamento collaterale può guarire spontaneamente. Mentre per quanto riguarda i legamenti crociati, se completamente lesionati, determinano un’importante instabilità del ginocchio che può necessitare di intervento chirurgico.
Per questo è necessario sottoporsi a valutazione ortopedica, meglio se da uno specialista del ginocchio.

Le cause posso essere molteplici, il sovraccarico funzionale, un micro trauma e/o una riacutizzazione di una sofferenza cronica.
Gestisca il carico senza fare sforzi e applicando del ghiaccio localmente nelle prime fasi.
Se il dolore persiste, contatti un ortopedico, un medico dello sport o un fisiatra che potrà visitarla e indicare il percorso migliore per una diagnosi certa e una terapia adeguata.

L’indicazione del suo medico è giusta. In attesa dell’esito posso anticiparle che se il problema al ginocchio è conseguente ad un trauma distorsivo, la terapia è ovviamente il riposo attivo con un tutore specifico per il ginocchio. Sarà poi necessario far seguire un trattamento fisioterapico impostato dal fisiatra.
Se invece la Rm evidenzierà una componente algodistrofica, la terapia deve essere impostata dall’ortopedico che indicherà la terapia antinfiammatoria e la fisioterapia idonea al caso.

Il trauma distorsivo della caviglia (articolazione tibiotarsica) ha diversi gradi di gravità.
Il percorso diagnostico passa attraverso un esame clinico ed eventuali accertamenti strumentali come la radiografia e la risonanza magnetica. Grazie a tali accertamenti si può stabilire se esiste un interessamento legamentoso o osseo.
Il legamento più interessato è il legamento peroneo astragalico anteriore, che talvolta si associa ad un piccolo distacco osseo dell’apice del malleolo peroneale. L’impostazione della terapia è sempre legata ad una valutazione specialistica (ortopedica, fisiatrica o medico sportiva).
La terapia prevede sempre una fase di protezione, una fase di riduzione del dolore e una fase, fondamentale, di ritorno progressivo alla funzione, con esercizi mirati.
L’intero percorso deve essere supervisionato dal fisioterapista e dal medico. In rari e gravi casi può essere indicato l’intervento chirurgico di stabilizzazione.

L’infiammazione del tendine d’Achille (tendinite) è una patologia che può essere molto dolorosa e, in aggiunta, può essere complicata da un quadro degenerativo del tessuto (tendinopatia).
Per questi presupposti, la terapia deve seguire a un’attenta diagnosi (con esame clinico, ecografia e in un minor numero di casi con Risonanza Magnetica). Alla luce del fallimento del trattamento conservativo le consiglio una visita da un ortopedico specialista delle caviglie.

Una terapia innovativa consiste nell’EPI (elettrolisi percutanea terapeutica). Tale tecnica mini-invasiva è indicata prevalentemente nel trattamento delle patologie degenerative tendinee. Mediante la guida ecografica, viene inserito nella zona interessata, un ago ultrasottile attraversato da una corrente galvanica continua, in grado di stimolare il processo di guarigione. Non si dimentichi però, delle terapia più efficaci: le onde d’urto se ha una tendinopatia inserzionale, l’esercizio e il rinforzo eccentrico per una tendinopatia del terzo medio. Se non ha mai fatto terapie, parta da queste.

Il termine pubalgia significa letteralmente “dolore alla regione pubica”. Di per se questa non è una patologia, ma semplicemente il sintomo che sottende un gran numero di cause. Tra le più comuni l’alterato carico, le patologie erniarie e le problematiche dell’anca come i conflitti femora-acetabolari. Per questo motivo la diagnosi non è semplice e per questo una valutazione Medico Sportiva è determinante nella prima fase. Il percorso prevederà una serie di accertamenti (ecografia, radiografia, RM) al fine di escludere tutte le principali cause e impostare un eventuale trattamento. Se tutti gli accertamenti dovessero dare esito negativo, spesso il problema è solo legato all’eccessivo carico di lavoro. Come spesso accade, un buon trattamento fisioterapico basato su un po’ di terapia fisica e tanto esercizio guidato dal fisioterapista sono la soluzione.

È possibile che a causa “dell’insaccamento” del dito si sia verificata una lesione capsulo-legamentosa di una falange. In questo caso è spiegabile la progressiva riduzione del dolore e del gonfiore, ma la persistenza degli altri sintomi da lei descritti. È quindi opportuno effettuare accertamenti strumentalil (ecografia del dito) e un controllo da un ortopedico specialista della mano.

La sintomatologia accusata è aspecifica e quindi non è detto che il primo controllo sia quello adeguato. Comunque per prima cosa le consiglio di richiedere una visita al chirurgo vascolare che potrà effettuare un ecocolordoppler dei vasi degli arti inferiori.

Soffrire di gonartrosi e effettuare intensa attività fisica sono due situazioni in contrasto tra loro. È quindi consigliabile valutare, con l’aiuto di un fisiatra e un traumatologo, quali siano i livelli di esposizione allo sforzo e al sovraccarico articolare, per raggiungere un giusto equilibrio. Dal punto di vista terapeutico, molte sono le opzioni che vanno dalla fisioterapia mirata al suo caso, a infiltrazioni con acido ialuronico e/o con i preparati piastrinici.

Fisiatria

Per rispondere al quesito è necessaria una visita da parte di uno specialista del sistema muscoloscheletrico (fisiatra, medico dello sport, ortopedico), che, dopo averla visitata, potrà eventualmente consigliarle di effettuare un esame strumentale (ecografia, radiografia, risonanza magnetica) per confermare il sospetto diagnostico. Una terapia efficace deriva da una buona diagnosi.

Il dolore inguinale può avere molteplici cause e può essere di origine osseo, muscolare, tendineo o viscerale. Se ha già fatto un esame ecografia che ha escluso patologie dei tessuti molli, le consiglio un valutazione clinica dal Fisiatra o dal Medico dello Sport. In sede di visita il medico potrà porre un sospetto clinico ed indirizzarla agli esami e al percorso terapeutico più corretto per lei.

La prima cosa da fare è confermare o negare che il suo dolore alla testa dipenda da una patologia della colonna cervicale. Per ottenere questa indicazione le consiglio di sottoporsi a valutazione neurologica (che si occupa di cefalee ). Nel caso la diagnosi si riconduca alla patologia muscolo-scheletrico-degenerativa, la visita fisiatrica ed il percorso fisioterapico sono la sua soluzione.

Lo specialista più adatto a lei, in questa fase, è il fisiatra. Tale specialista potrà, in fase di visita, decidere se approfondire la sua situazione con esami strumentali come la radiografia, la risonanza magnetica oltre all’esame posturale. Sulla base degli accertamenti, lo Specialista le indicherà il programma riabilitativo individuale studiato per lei.

PRP: Plasma ricco di piastrine

Per spiegare in cosa consiste il PRP, ne dobbiamo svelare il significato: Plasma Ricco di Piastrine. Quindi il PRP non è un farmaco. Si tratta, invece, di una sostanza più o meno liquida (a seconda delle indicazioni) con un alto contenuto di piastrine.
Per ottenere questo preparato si procede come segue: si esegue un normale prelievo venoso del paziente per ottenere, da pochi cc, fino a 30 cc di sangue. Si valuta la normalità di globuli rossi, globuli bianchi e, appunto, piastrine con un semplice esame emocromocitometrico. Se i valori sono nei range di riferimento si procede, attraverso un sistema assolutamente sterile, a concentrare le piastrine (fino a 800.000 e più) nel plasma, la parte liquida del sangue. I pochi cc ottenuti sono poi utilizzabili per curare varie patologie.
Le indicazioni sono numerose: in ortopedia per la cura di tendiniti e tendinosi, nelle patologie cartilaginee di varie articolazioni quali il ginocchio o la caviglia.
Altre indicazioni si ritrovano per la terapia in ambito della medicina dello sport in caso di lesioni muscolari. Il PRP, infatti, determina un effetto antalgico e antinfiammatorio ma soprattutto riparatorio e ricostitutivo delle strutture lesionate.
Il PRP è utilizzato anche in odontoiatria, nella chirurgia ortopedica e in medicina estetica e plastica.

La patologia delle ginocchia che indica provoca sicuramente dolore.
Vi sono alternative molto valide e più indicate per le patologie della cartilagine: il trattamento con i concentrati di piastrine (PRP), ottenuti con un prelievo del suo sangue opportunamente processato, potrebbe essere un ulteriore alternativa, ma non perda di vista la rieducazione con il focus sul rinforzo.
Se l’associazione di questi due trattamenti fosse fallimentare, tornei dall’ortopedico per un eventuale trattamento cruento.

Esame baropodometrico

Per un atleta maratoneta è sempre meglio non provocare sovraccarichi che potrebbero non solo ripercuotersi a livello dell’arco plantare, ma anche alle altre delicate strutture (tendini d’Achille, ginocchia). I plantari posso essere utili in tal senso, ma non sono sempre necessari, ma certamente devono essere personalizzati. Le consiglio una visita da un ortopedico specialista del piede o da un fissata che le indicherà l’ eventuale necessità di sottoporsi ad un esame baropodometrico statico e dinamico.

La fascite plantare, oltre ad essere molto dolorosa, è anche molto difficile da trattare. L’approccio alla risoluzione del suo problema potrebbe prevedere:

  • il confezionamento di plantari personalizzati, dopo precisi esami baropodometrici
  • utilizzare le onde d’urto focali per cicli di tre sedute da ripetere eventualmente a distanza di circa 30gg uno dall’ altro

In caso di fallimento del trattamento potrebbe essere utile una valutazione da un ortopedico specialista del piede per un eventuale trattamento cruento.

Ortopedia

Le lesioni da stress, sono patologie che se ben gestite sono sostanzialmente autorisolventi, ma è necessario gestire il carico, per evitare che la lesione da stress diventi una frattura, utilizzando due stampelle ed eventualmente un tutore (tipo ROM Walker). Può appoggiare il piede senza esagerare e per brevi tratti. Limiti al massimo le camminate. Se decide di utilizzare il tutore, lo può rimuovere per fare la doccia, nel letto e tutte le volte che non appoggia il piede per muovere la caviglia. La magnetoterapia può essere utile. Il gonfiore è normale, ma deve ridursi nei prossimi giorni, può mettere il piede a bagno nell’acqua fredda a fine giornata e tenerlo in alto. Una visita dall’ortopedico o dal fisiatra aiuterà a valutare la sua situazione e iniziare una terapia adeguata.

Purtroppo, dopo la rimozione del gesso a causa della frattura del capitello radiale, è indispensabile effettuare un ciclo di riabilitazione fisioterapica. Non effettuandola si allungano i tempi di recupero e si rischia la non completa restitutio ad integrum, ovvero, il non ritorno a una ottimale situazione funzionale del braccio. La invito quindi a rivolgersi al Fisiatra che le potrà impostare il corretto percorso fisioterapico tenendo conto delle sue esigenze.

Una risposta esaustiva richiede un esame fisico del piede, la valutazione dei punti dolorosi e della sua conformazione. Il trattamento del piede doloroso può prevedere approcci più o meno invasivi, dalla semplice gestione del carico, moderando la quantità di cammino effettuato nelle singole passeggiate, all’utilizzo di plantari su misura, fino a piccoli interventi chirurgici, in casi selezionati. Nelle fasi acute è possibile ricorrere a dei trattamenti fisioterapici e farmacologici. Si rivolga ad uno specialista di piede e caviglia che potrà indicarle il percorso più appropriato.

Se la diagnosi è di neuroma di Morton (e la sede anatomica è patognomonica) non resta che effettuare un consulto da un ortopedico specialista del piede che potrà proporle o un trattamento infiltrativo o un trattamento chirurgico se necessario.

Pediatria

L’osteocondrosi dello scafoide tarsale è una patologia benigna a remissione spontanea che colpisce per lo più i bambini di sesso maschile in una età compresa tra i 3 e gli 8 anni.
Richiede nelle fasi sintomatiche acute un periodo di riposo, breve astensione da attività sportiva e una terapia sintomatica con ibuprofene.
Mediamente dura circa 2 anni e va monitorata clinicamente e radiograficamente ogni 6/8 mesi.
Sebbene in una percentuale più bassa, anche le bambine possono essere interessate dalla patologia sopra descritta.
Per quanto concerne l’eventuale utilizzo di farmaci è sempre meglio far precedere la prescrizione da una visita specialistica ortopedica pediatrica.

Ortopedia Pediatrica

É consigliabile eseguire una prima valutazione posturale muscolo scheletrica e neuro motoria entro i 6 anni di età per valutare il fisiologico accrescimento scheletrico del bambino e poter correggere eventuali paramorfismi tipici della prima età pediatrica.

L’alluce valgo giovanile è un’alterazione dell’accrescimento delle componenti ostaerticolari del I° raggio su base genetica che si manifesta clinicamente intorno alla seconda decade di vita del bambino.
Generalmente asintomatico può, in circa il 20-30% dei casi, diventare progressivamente doloroso e richiedere una visita specialistica ortopedica pediatrica per valutare le possibili scelte terapeutiche (trattamento ortesico o più raramente chirurgico).
Per togliersi ogni dubbio fissi una valutazione ortopedica.

Cardiologia

Il suo caso di extrasistolia durante lo sforzo, con caratteristiche che lei non definisce, ma che sicuramente assumono un significato anomalo per quantità e/o per qualità, necessita un esame di secondo livello, come previsto da protocolli.
Questi consistono in approfondimenti cardiologici che vanno da un esame ecocardiografico, idoneo a studiare la morfologia e la cinetica cardiaca, all’applicazione dell’holter per 24 ore. Tale esame evidenzia, per un periodo prolungato, la presenza delle alterazioni del ritmo cardiaco e ne indica, anche in questo caso, quantità e qualità delle alterazioni.
Il cardiologo poi invierà i referti al medico dello sport con un suo parere e, quest’ultimo, ne terrà conto per il rilascio o meno del certificato di idoneità. Alcune volte, in caso di sospette patologie, si potrà richiedere anche una Rm cardiaca. Sappia che tutto ciò sarebbe fatto per la salvaguardia della sua salute.

In caso di dolore toracico, ovviamente il primo consiglio è di rivolgersi subito ad una valutazione medica immediata anche in Pronto Soccorso se necessario.
Se non esiste un criterio d’urgenza le consiglio una visita cardiologica. Il cardiologo potrà, attraverso l’esame clinico e un elettrocardiogramma, effettuare approfondimenti quali, ad esempio, una prova da sforzo e/o richiedere un esame Holter per 24 ore. Sulla base degli accertamenti sopra descritti lo Specialista le indicherà il percorso terapeutico più idoneo per lei.

I disturbi da lei accusati in corso di attività fisica richiedono approfondimenti. Questi consistono in una iniziale visita di Medicina dello Sport (anche se l’ha già effettuata) riferendo i sintomi. A questa potrebbe seguire un ulteriore controllo da un cardiologo che attraverso esami aggiuntivi (ecocardiogramma, eventuale Rm cardiaca o più semplicemente un Holter) potrà formulare a una diagnosi.

Il primo fondamentale accertamento consiste in una visita cardiologica. Il cardiologo potrà, attraverso l’esame clinico un elettrocardiogramma, effettuare approfondimenti quali, ad esempio, una prova da sforzo e/o richiedere un esame Holter per 24 ore. In caso di dubbi potrà ancora prescriverle una Tac coronarica. Sulla base degli accertamenti sopra descritti lo Specialista le indicherà il percorso terapeutico più idoneo per lei.

Dermatologia

Se lei ritiene che la lesione sia una verruca non di grandi dimensioni le posso dire che in farmacia si possono acquistare alcuni presidi per ottenere il risultato richiesto. Tuttavia è preferibile sottoporsi ad una visita dermatologica. Sarà poi lo specialista a darle le indicazioni terapeutiche del caso.

I lipomi sono formati da un accumulo di tessuto adiposo circoscritto e quasi sempre avvolto da una capsula fibrosi di natura benigna (ma per confermarla è consigliabile spesso effettuare un controllo istologico). Deve effettuare una visita da un chirurgo plastico che valuterà il suo caso e come procedere.

Oculistica

L’intervento è ambulatoriale, con dimissione dopo poche ore e solitamente la ripresa avviene in pochi giorni seguendo le indicazioni dello Specialista. Presso J|medical è sicuramente possibile effettuare questo tipo di intervento ambulatoriale previa visita specialistica da parte dei nostri oculisti che operano presso di noi.

Il sintomo (la diplopia) è sicuramente degno di ogni accertamento specialistico, specie se recidivo. In altre parole, per poter instaurare una terapia adeguata, è necessario avere una diagnosi precisa e ciò richiede controlli che spaziano tra l’oculista e il neurologo. Le consiglio di prenotare un controllo da un esperto neurologo che, oltre la visita, potrà prescrivere gli esami diagnostici del caso.

Urologia

Non è necessario che il calcolo riscontrato due mesi fa sia diventato più grande per dar segno di sé: è sufficiente che si sia mosso dalla sua sede ove è stato riscontrato. Inoltre, si potrebbe trattare nuovamente di renella. E’ comunque utile effettuare una valutazione urologica ed eventualmente programmare, in accordo con lo specialista, controlli ecografici per controllare che non ci sia sofferenza al rene.

Ginecologia

Considerato che ha già effettuato una mammografia completa di visita senologica, le consiglio di effettuare ancora un’ecografia del cavo ascellare per escludere alterazioni in tale sede. In caso di negatività è necessaria una nuova valutazione clinica.

Otorinolaringoiatria

Le patologie infiammatorie delle alte vie aeree sono decisamente comuni nel periodo invernale.
La produzione di muco nasale ne è una delle maggiori manifestazioni.
La terapia con farmaci da banco è spesso efficace, ma il corretto inquadramento diagnostico è sempre da preferire, quindi, le consiglierei di eseguire una visita otorinolaringoiatria al persistere del sintomo.

Gastroenterologia

Il pantoprazolo è un ottimo prodotto e spesso è terapia integrante della sua patologia. Credo comunque che la scelta del farmaco sia da demandare allo Specialista, per tanto le sconsiglio un cambio di terapia fai da te.
Si affidi nuovamente al suo Medico o allo Specialista gastroenterologo, saprà consigliarla al meglio e toglierle ogni dubbio.

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